INTERVISTA AI RELATORI DELL'EVENTO “L’integrazione internazionale – potenziamento del capitale umano. La visione di GarageErasmus”
INTERVISTA AI RELATORI DELL'EVENTO “L’integrazione internazionale – potenziamento del capitale umano. La visione di GarageErasmus”
Dott.ssa Manuela Brunero - Dott. Francesco Cappè, Coautori del libro “Generazione Erasmus: l’Italia dalle nuove idee”.
DOMANDA: La Fondazione San Marino 2020 ha chiamato GaragErasmus
ad intervenire a San Marino per diffondere il concetto che una maggiore
integrazione internazionale ha effetti sulla formazione e qualificazione del
capitale umano. Quale la visione di GaragErasmus sul tema?
Vent'anni fa nel The Drum di Bruxelles, davanti a un boccale di birra, Hywel Ceri
Jones, insieme ad un collega ha formulato per la prima volta l'idea del programma
Erasmus. L'ispirazione veniva dalla sua personale esperienza di partecipante a un
programma di studio all'estero sperimentato dall'Università di Sussex, che gli aveva
dato gli strumenti, le competenze e l'entusiasmo necessario per affrontare le sfide
dell'epoca contemporanea e spendersi anche nella costruzione della nuova Europa.
L'obiettivo di fondo del programma era, usando le sue parole, «garantire che, in virtù
della loro esperienza di studio e di vita all'estero, i futuri professionisti – attivi in
qualsiasi campo e provenienti da qualsiasi ceto sociale – fossero in grado di svolgere
un ruolo di «moltiplicatori» per lo sviluppo di ulteriori attività di cooperazione
europea e di contribuire all'accrescimento della comprensione interculturale in
Europa». Con l'Erasmus si sperava di incentivare e sostenere una nuova forma di
professionalità, acquisita attraverso l'esperienza di studio e lavoro all'estero e che
non poteva ovviamente prescindere dalla conoscenza di almeno una lingua straniera;
un tipo di professionalità che possedesse gli strumenti per sfruttare al meglio le
opportunità che si presentavano in Europa, grazie al mercato unico e alla rapida
espansione degli scambi intracomunitari. Il programma Erasmus, così come poi
altri progetti e iniziative, mirava a creare una mentalità comune aperta e priva di
pregiudizi.
In vent'anni 33 paesi sono stati coinvolti, oltre 2.200 università hanno aderito e due
milioni di studenti sono partiti, hanno lasciato il proprio mondo, per confrontarsi con
una nuova formazione in un paese diverso, per incontrare coetanei di altre culture,
di altre lingue. Due milioni di ragazzi sono tornati europei da un’esperienza di vita
che ha segnato la loro vita personale e professionale, hanno imparato a mettersi in
discussione e hanno costruito le basi culturali per poter ottenere il meglio da ciò che
l’«internazionale» avrebbe poi offerto nel corso della loro vita professionale. Due
milioni di ragazzi sono stati formati per essere oggi la classe dirigente in Europa e in
Italia. Un'intera «generazione Erasmus».
Il benessere e le potenzialità di sviluppo di un Paese non sono riconducibili
unicamente a fattori economici, ma oggi più che mai, sono strettamente legati alla
formazione dei giovani, alla capacità di sviluppare nuove idee, nuove tecnologie e di
produrre e diffondere conoscenza. La possibilità di formare – grazie anche a strumenti
che favoriscano una maggiore integrazione internazionale - una classe dirigente
preparata e in grado di gestire le sfide del mondo globale, rappresenta quindi un
obiettivo fondamentale per ogni società.
DOMANDA: Da quale esperienza nasce l’intuizione di GaragErasmus, chi sono i
proponenti dell’iniziativa e quali sono gli scopi della Vostra organizzazione?
garagErasmus è un’iniziativa di un gruppo di ex Erasmus, che grazie soprattutto a
questa esperienza di studio devono oggi il loro inserimento nel mondo del lavoro,
la professionalità acquisita e un percorso di vita decisamente influenzato da
quell’esperienza.
Il primo passo dell’iniziativa è rappresentato dal libro “Generazione Erasmus: L’Italia
dalle nuove idee” (Franco Angeli, 2011), scritto a più mani da ex-erasmus. Il libro
sviluppa un’analisi del presente e propone di porsi oltre la dicotomia destra e sinistra,
puntando su una nuova lettura politica basata sulla contrapposizione tra una politica
internazionalista, quindi per suo DNA inclusiva ed eterogenea, e una localista che
invece tende ad essere culturalmente omogenea ed esclusiva. I diversi contributi del
libro, introdotti dalla prefazione di Hywel Ceri Jones, fondatore del programma
Erasmus, mirano a proporre un’analisi del quotidiano volta ad evidenziare l’esigenza
di una visione internazionalista.
Grazie anche all’interesse e ai riscontri positivi ricevuti dal libro, si è deciso di
proseguire e dare vita ad un’iniziativa più ambiziosa, ovvero la creazione della
Fondazione garagErasmus.
Partendo dallo spirito del programma Erasmus e dalla sua efficacia nel diffondere
una cultura ed un’apertura all’internazionalità tra i giovani italiani ed europei,
garagErasmus vuole mettere in rete le professionalità e i percorsi di vita sviluppati
grazie a quell’esperienza o ad altre simili. garagErasmus si propone di investire su
questa ricchezza di capitale umano presente nella nostra società, puntare su questi
percorsi di vita e professionali per generare quel rapido cambiamento culturale e
sociale necessario per cogliere le opportunità che l’internazionale offre, per sostenere
una visione di società più giusta, più dinamica, più sostenibile.
garagErasmus sviluppa quindi l’approccio internazionalista–inclusivo nella
convinzione che le risposte ai problemi quotidiani dei cittadini risiedano in politiche
capaci di gestire i processi di inclusione e modernizzazione attraverso un’azione di
respiro europeo/internazionale perseguita con maggiore consapevolezza, convinzione,
professionalità, creatività ed efficienza a partire dalle realtà locali. L’azione di
garagErasmus si basa infatti sul presupposto che solo attraverso una società più aperta
alle opportunità dell’internazionale si possa raggiungere un modello di convivenza
più giusto, più dinamico, più sostenibile. Per raggiungerlo, crediamo che l’alta
tecnologia sia l’agente di cambiamento più rapido, dinamico e creativo, e per questo
garagErasmus ne promuove con decisione l’utilizzo in funzione della sua missione.
garagErasmus vuole promuovere e finanziare iniziative e idee che contribuiscano con
decisione a creare una cultura "dell'internazionale" - in modo da permettere alla nostra
società di cogliere le opportunità che un mondo diventato velocemente "piccolo"
offre, soprattutto in un passaggio delicato come quello della crisi, che metterà al
centro del nuovo sviluppo i talenti, la cultura, il capitale immateriale.
DOMANDA: E’ configurabile lo sviluppo di un percorso simile a quello da Voi
promosso in un Paese come la Repubblica di San Marino, e se si con quali effetti
potenziali?
Premessa fondamentale è che garagErasmus, nel suo Statuto, si impegna a
promuovere esperienze simili in altri contesti europei.
L’obiettivo generale è condividere una visione di società a lungo termine e rilanciare
un’idea di internazionalismo attualmente un po’ in crisi ma, a nostro parere, sempre
più necessaria. Di conseguenza crediamo che un percorso simile sia senza dubbio
possibile in una realtà come la Repubblica di San Marino.
L’Europa ha bisogno oggi più che mai di uno slancio nel processo di integrazione.
La crisi sta fiaccando gli schemi della cooperazione su singole materia tra governi
nazionali, che oggi sono impegnati più sui rispettivi fronti interni che su una autentica
solidarietà transnazionale. La sola risposta è avviare un percorso di integrazione,
basato sulla stessa ispirazione da cui si è mosso il programma Erasmus.
DOMANDA: Quale messaggio lancerete nel corso dell’evento alle nuove
generazioni di San Marino?
Con l’Erasmus, a partire dal 1987, qualche visionario in Europa ha investito su
generazioni di nuovi europei. Un progetto Politico, seguito da altre iniziative
nazionali ed europee e da situazioni che hanno abbattuto barriere culturali e frontiere
e favorito la circolazione di giovani in Europa, nel mondo. Un progetto da cui partire.
Questo “muoversi” ha generato, a nostro parere, un “sentire comune”, una ricchezza
di capitale umano, da sviluppare, da mettere in rete e su cui puntare per rinnovare
il vivere comune cogliendo, senza subire, le opportunità che l’internazionale offre,
per abbattere barriere culturali, per spingere senza esitazione verso creatività
e innovazione. E’ un modo anche per ricordare alle leadership europee che
quell’Europa suscitava speranze, crescita, valori. E’ uno spirito che oggi dobbiamo
ritrovare.
»continua...